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SGS Architetti Associati
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// GLI APPUNTI DI SGS ARCHITETTI ASSOCIATI SULL’ULTIMA EDIZIONE DELLA BIENNALE DI ARCHITETTURA DI VENEZIA 2018

 

10/12/18

Il 25 novembre scorso si è conclusa la 16° Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, istituita dalla Fondazione della Biennale nel 1980. La Biennale è l’occasione per confrontarsi su temi a cui l’architettura prova a dare una risposta coinvolgendo non solo gli addetti ai lavori. Tema della rassegna 2018, curata da Yvonne Farrell e Shelley McNamara, era lo spazio libero o, meglio, luoghi non occupati dall’architettura. #Freespace è il fil rouge che ha guidato ogni Paese nella riflessione circa tematiche contemporanee urgenti come la povertà, le migrazioni, la crisi ambientale.

 

Le principali ispirazioni dalla Biennale 2018 tratte dal taccuino di SGS Architetti Associati:

PADIGLIONE ARGENTINA  

Tutti i progetti selezionati per il padiglione argentino erano riferiti al periodo successivo al 1983 quando, nel Paese, cadde la dittatura e cominciarono ad apparire spazi veramente liberi, come i parchi e le aree ricreative pubbliche.

Gli schizzi di architetti argentini affissi esternamente racchiudevano un lungo giardino orizzontale che, grazie all’installazione di specchi, si tramutava in un infinito spazio verde.

 

PADIGLIONE AUSTRALIA  

Nel padiglione australiano Baracco + Wright Architects e Linda Tegg hanno piantato più di 10.000 erbe selvatiche installando sopra di esse l'impianto di illuminazione Skylight (composto da 100 lampade a LED), per il sostegno alla vita vegetale. Un allestimento, dal titolo “Repair”, che esplicita le dichiarazioni degli autori: “Crediamo che l'architettura richieda un lavoro attivo per riparare l'ambiente”.

Con questo progetto l’Australia ha sottolineato l'importanza dell’attenzione all’ambiente e della riabilitazione dello stesso nella pratica architettonica.

 

PADIGLIONE GERMANIA  

La Germania ha dedicato il suo padiglione ad uno dei simboli nazionali, il Muro di Berlino. Unbuilding Walls evidenzia i resti del muro, un checkpoint, edifici sovietici e il villaggio di Modlareuth che, nel dopoguerra, fu diviso esattamente come la città.

Sul retro di strisce nere che spuntavano dal pavimento, come nastri di carta che spuntano da rotative, venivano raccontate delle storie portatrici di memorie e ferite: un monito per il futuro.

 

PADIGLIONE GIAPPONE  

Il padiglione giapponese era dedicato al problema dell'accesso e dell'utilizzo delle risorse del pianeta. Una mostra su progetti architettonici e artistici per raccontare in modo esemplare il rapporto tra architettura, uso delle risorse ambientali e comportamenti umani, “Architectural Ethnography”.

Lo scopo dell’allestimento era quello di creare le basi per la discussione attiva di questioni ambientali nella teoria architettonica e urbana.



PADIGLIONE VATICANO  

Per la prima volta nella storia, la Santa Sede ha partecipato alla Biennale di Venezia. L’ambientazione: la meravigliosa isola di San Giorgio Maggiore. Tra i designer più famosi che hanno realizzato il progetto troviamo Norman Foster, Francesco Cellini, Eduardo Souto de Moura e Sean Godsell.

Architetti provenienti da diversi paesi, appartenenti a diverse scuole e fedi religiose, hanno progettato e costruito dieci cappelle, un rimando simbolico ai dieci comandamenti.

 

PADIGLIONE NORDICO

Il padiglione scandinavo, progettato dallo studio di architettura finlandese Lundén, esplorava la possibilità di interazione tra natura e architettura.

Il progetto ha approfondito nuove modalità di costruzione che evidenziassero l'interazione tra l'edificio costruito e l'ambiente naturale circostante. Interessante la definizione di era geologica contemporanea…ANTROPOCENE!

 

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// SPAZI, OGGETTI E TEMPI A MISURA D’UOMO SONO IL NUOVO LUSSO DEL CITTADINO GLOBALE.

05/11/18

Una tendenza che si afferma in campi trasversali e che impatta in modo significativo anche l’architettura d’interni. Per il concorso Luxury Bleisure Hotel Monaco, abbiamo pensato precisamente al modo migliore per apprezzare il tempo, per impossessarsi di esso e renderlo esclusivo. 

 Gli architetti del nostro Lab hanno disegnato ogni ambiente dell’hotel come un luogo da vivere, confortevole, differenziato in modo originale a seconda delle funzioni d’uso: la sala riunioni, dotata di una zona musica e live performance; per le zone relax, oltre alla tradizionale spa e centro benessere, abbiamo proposto la realizzazione di una biblioteca con uno spazio per il coworking e un’area per la lettura silenziosa; infine, le suite sono ripensate come un’esperienza immersiva, per avvolgere gli ospiti nel benessere. Un elemento chiave, fra gli altri, l’annullamento dei confini tra stanza da bagno e spazio living, per un effetto en plein air.

 

 

Lo stesso concept, legato al ritorno alla natura e alla convivialità, l’abbiamo ritrovato nel progetto della coppia creativa Neri&Hu per l’edizione 2018 di Elle Decor Grand Hotel, recentemente inaugurato a Milano: ogni stanza è connessa alle altre senza soluzione di continuità, la natura entra nelle camere e contamina gli ambienti, mentre la funzione stessa degli spazi subisce una trasformazione dinamica. Ecco che, allora, l’architettura per l’hotellerie e la casa del futuro si ispirano a un paesaggio naturale e, da corpo statico, diventano un elemento vivo, capace di trasformarsi a seconda delle stagioni, per un comfort reale, a misura d’uomo.

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