«Il cinema è la materia di cui sono fatti i sogni» diceva Charlie Chaplin.

Il cinema come magia e soprattutto come arte della riflessione estetica e contemplativa è la fonte d’ispirazione per i quattro trend che MilanoUnica ha individuato per l’Autunno-Inverno 2018/2019.

 

PAOLO SORRENTINO DIRIGE DYNASTY

“Dall’Edonismo al Trumpismo”

Gli anni Ottanta con la loro sfacciata opulenza e le attuali derive autocelebrative affidate al web. La nostalgia di periodi spensierati e il bisogno di evasione contemporaneo. Le bellezze bombastiche e la ricerca dell’eterna giovinezza. E ancora, l’edonismo di quegli anni e il “trumpismo” attuale.

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Accenti sull’opulenza fatta di ricchezza di materiali, barocchismi e virate couture ma con un’ironica nonchalance nel trattare il lusso. Per un effetto patinato ma funzionale.

PEDRO ALMODÓVAR DIRIGE VICTOR VICTORIA

“L’Agender glamourous”

“Victor Victoria” è un film che Blake Edwards girò nel 1982 ma la cui sceneggiatura è tratta da una vecchia pellicola del 1934. Per reinterpretare questa commedia americana, ambientata a Parigi, è stato scelto lo spagnolo Pedro Almodóvar che, con il suo inconfondibile stile narrativo, porta sul piano pop-glamour la figura della protagonista Victoria, costretta a fingersi uomo per vivere.

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Collages di tessuti e reti effetto lingerie e sovrapposizioni di pezzi da sera e da giorno, opposizioni di pesantezze differenti con una ricca infusione di colore e una trasversalità tra genere maschile e femminile, per uno stile anticonvenzionale che talvolta vira nel travestimento, inteso come gioco delle parti.

STANLEY KUBRICK DIRIGE SHERLOCK

“Il classico english con twist performante”

Dal contrasto tra la formazione intellettuale del regista newyorkese Stanley Kubrick, non a caso naturalizzato inglese, e l’imperturbabilità di un personaggio tipicamente britannico qual è Sherlock Holmes nascono immaginarie particelle di creatività che fondono tradizione e trasgressione, profondità e superficialità, razionalità e istinto.

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Velocità, pragmatismo e eleganza: questa la triade che caratterizza il tema. Rispetto della tradizione e temerarietà: nuove impellenti esigenze portano allo sviluppo di inediti materiali e l’evoluzione vera della ricerca nasce dal dialogo tra chi ha delle visioni e chi ha dei bisogni, tra chi crea e chi consuma.

QUENTIN TARANTINO DIRIGE IL PICCOLO BUDDHA

“Spirito da viaggiatore estremo”

Questo è il tema del viaggiatore estremo, di colui che affronta la vita come un’avventura, un percorso ai confini con il mondo, alla scoperta di nuovi orizzonti, culture, vite, abitudini. Ma anche un percorso in se stessi, alla ricerca di una profondità interiore, più spirituale. Da qui il paradosso contrastante della poetica di Quentin Tarantino e quella di Bernardo Bertolucci.

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Il mondo semplice, rituale e quasi rustico del Nepal si intreccia con quello veloce e tecnologico americano e si fonde inuno stile da viaggiatore senza pregiudizi in grado di sopravvivere in situazioni estreme e nello stesso tempo di essere elegante nelle sue lane, pellicce e mohair.

 

 

 

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